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SWEENEY TODD

di Tim Burton
con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Alan Rickman

(2007 / USA - Gran Bretagna)

 

LA CAPANNA DELLO ZIO TIM

di Drowning

Avete una fiaba dark da raccontare? Ambientatela a Londra. Magari nell’800. Le brume britanniche funzionano per vampiri, uomini lupo,orfani infelici,donzelle perseguitate,cuccioli minacciati di morte, bambinaie volanti. Un giorno bisognerà fare un’analisi seri su perché diversi capolavori di Walt Disney siano ambientati a Londra ( La carica dei 101, Peter Pan, Mary Popins) e perché il regista di fiducia del vecchio Walt si chiamasse Robert Stevenson,come il papà del dottor Jekyll.

‘Sweeney Todd’, il musical di Tim Burton vincitore di due premi Oscar,è l’ennesima prova che nei bassifondi si nascondono le radici della modernità. Sweeny ( un ottimo Johnny Depp) è un barbiere che torna a Londra dopo anni di “villeggiatura”: il perfido giudice Turpin (Alan Rickman, che dopo lo sceriffo di Nottingham e il professor Piton di “Harry Potter” ha ormai il copiright dell’inglese snob e cattivo) l’ha mandato in prigione perché invaghito di sua moglie, e ora ne tiene prigioniera la figlia. Armato di sette rasoi d’argento, Sweeney, che è –nelle parole del regista- “un Edward Manidiforbice un po’ invecchiato, mesto e con un pizzico di depressione in più”, brama vendetta: e in attesa di mettere le mani, o le lame, sul giudice sfoga la propria misantropia su altri clienti. A patto che non palesino di aver famiglia. La sua complice è Mrs. Lovett (Melena Bonham-Carter, straordinaria nel suo riprendere alla perfezione l’immaginario femminile burtiano), la solita zitella inglese che gestisce un pub dove si vendono, per sua stessa ammissione, “i peggiori pasticci di carne di Londra”. Nel pieno rispetto dell’etica del capitalismo, Sweeney e Lovett ottimizzano: lui gode nel tagliare la gola a malcapitati, lei li mette nel tritacarne e all’improvviso i pasticci vanno a ruba.

Tutto ciò avviene a suon di musica: ‘Sweeny Todd, The Demn Barber of Fleet Street’ è un musical di Sondheim & Wheeler che ha fatto fortuna nel West End e a Broadway. Gli attori cantano quasi ininterrottamente (e, a volte, come capita spesso nei musical, quasi di “straforo”), le canzoni non sono semplici “numeri”, ma una narrazione che porta avanti l’azione vera e propria. Non c’è nel film un pezzo che non abbia la sua importanza, ma ce n’è più di uno che non rimane indelebile nella mente (come al contrario accade, a titolo di esempio, con la ‘Maria’ che scrisse Sondheim, assieme a Bernstein, per ‘West Side Story’), in un continuum musicale che potrebbe risultare quindi indigesto. Il film è stato distribuito in circa 330 copie, quindi credo sarete costretti (pria o poi) a prenderne visione: se possiamo darvi un modestissimo consiglio, usate il tempo che vi rimane per cercare di ascoltare le musiche (esistono sia la colonna sonora del film, sia un’edizione del musical con il cast della messinscena di Broadway del 2005), eviterete brutte sorprese e saprete meglio decidere – anche se l’aspetto visivo, grazie alla fotografia di Dariusz Wolski e alle scenografie di Dante Ferretti, è formidabile.

Sito web: http://www.sweeneytoddmovie.com/