Web-zine di musica, cultura, arte e tutto l'universo oscuro

 

Label

Cerca tra le nostre pagine
facebook

 Speciale Manchester
Testo e foto di Oflorenz


Quanto ha dato la cittÓ di Manchester alla storia della musica popolare? Molto, anzi moltissimo, soprattutto in riferimento all’epoca storica che ci interessa in questo contesto, ossia la cosiddetta era 'Punk/Post-punk' e successivamente ‘Indie-pop’

Era da tempo che desideravo fare un viaggio, o per meglio dire un pellegrinaggio, sulle tracce dei musicisti e dei gruppi pi¨ importanti ed iconici di quegli anni, pur sapendo di dover fare una scelta obbligata: il tempo ed il budget a disposizione, nonchÚ le informazioni sui luoghi ‘cult’ da visitare (non sempre facili da reperire, soprattutto per le bands minori), mi hanno portato a privilegiare ovviamente i grandi nomi di quel periodo, quelli che in definitiva hanno realmente contribuito a forgiare un immaginario importante per i fans dell’epoca e per le generazioni a seguire, cambiando in taluni casi vite e destini.


Ci tengo cosý a ricordare alcuni nomi mancuniani non presenti tra le righe che leggerete, ma che animarono i nostri luoghi di riferimento (Factory, Hašienda, Dry e Canal Bar) e divennero pietre angolari della scena musicale anche internazionale: Buzzcock (organizzatori dello storico live dei Pistols alla Lesser Free Trade Hall!) The Fall (nel mosaico del Salford Lads Club trovate - tra gli altri - il bel faccino di Mark.E.Smith!), Happy Mondays (veri re della scena cosiddetta ‘Madchester’), Crispy Ambulance (combo post-punk della Factory-Benelux che avrebbe meritato maggior fortuna), e per finire Inspiral Carpets e Stone Roses, paladini di un certo revival psych-rock di derivazione sixties che ebbe non poca fortuna nel pieno dell’ultima decade del secolo scorso.
Il servizio che vi apprestate a leggere ha volutamente una forma telegrafica e molto snella, che lascia parlare le immagini pi¨ ancora che le parole: si tratta infatti di una raccolta di piccoli reports pubblicati dal sottoscritto 'in diretta' sul social media Facebook durante il viaggio. Vedrete anche una piccola gallery di ‘Urban Art’, ovvero una serie di murales e disegni che costellano molte delle strade della cittÓ, andando a ravvivare il grigio ed il tipico rosso-mattone di quella che Ú la ‘Metropoli Industriale' per eccellenza. Alcuni di essi furono regalati alla cittÓ da artisti di strada stranieri in segno di vicinanza dopo l’attentato del 2017 al concerto di Ariana Grande, che cost˛ uno spargimento di sangue di proporzioni spaventose.

La speranza Ú che queste poche righe possano essere un’utile traccia per chi eventualmente si appresti, in futuro, a seguire i miei passi nella Greater Manchester, piuttosto che un piccolo compendio per coloro che non avranno l’occasione e la possibilitÓ di intraprendere il viaggio.


Comunque sia, buona lettura e Love MCR forever!!
 
FACTORY and Related’ fans:

La storica sede in stile vittoriano di Palatine Road a West-Didsbury, una targa blu ne ricorda i fasti. Rimase il quartiere generale dell’etichetta dalla fondazione nel 1978 fino al 1990, quando si trasferý in Charles St.
Il palazzo che tributa la mitica Hašienda ideata nel 1982 da Tony Wilson ed Alan Erasmus, ci suonarono tutti i gruppi pi¨ importanti della label, chiuse definitivamente nel 1997. Oggi ospita appartamenti di alto standing, una targa ricorda che i primi a suonarci furono i James, correva il novembre ‘82.
 
 
A chi ama Joy Division.

Mi sono avvicinato alla casina di Ian e Debbie in silenzio, temendo di arrecare disturbo a chi oggi la abita ed ai vicini. In realtÓ era tutto tranquillo, un anonimo mercoledý mattina presto, solo io in strada.

Ecco gli scatti della
casetta in 77 Barton St., trovate poi la placca commemorativa di Unknown Pleasure in Armitt St., all’angolo con South Park: qui Curtis lavorava a pochi metri dalla sua abitazione, come assistente sociale in un ufficio comunale. ╔ la strada in discesa che si vede a sinistra del muro in mattoni.


Ricordate l’immagine iconica della band scattata da Kevin Cummins nel febbraio 78 sul ponte innevato?
Era l’ Epping Walk Bridge a Hulme, eccolo negli scatti successivi, con qualche graffito lasciato dai fans e la vista godibile dal ponte, che scavalca la trafficata Princess Road.

In molti club e negozi di dischi a Manchester uno spazio Ú loro riservato, con poster e memorabilia. Questo Ú Sifter Records a Didsbury, negozio citato dagli Oasis nei loro dischi e video, e gestito ancora oggi dal proprietario originale.
   
   
   
   
   
Il cimitero vittoriano di Prestbury Road si raggiunge con una passeggiata di circa venti minuti, provenendo dalla stazione o dal centro della cittadina. Il grande parco che lo ospita regala subito una sensazione di serenitÓ, accentuata dalla pochissima gente presente in questo anonimo mercoledi mattina. Non ci sono indicazioni o segnali di sorta ad indicare la 'Memorial Stone' di Ian Curtis, per cui vago per una decina di minuti prima di trovarmela di fronte, quasi inaspettatamente.
La lapide in pietra originaria fu trafugata nel 2008, e immediatamente sostituita con una del tutto identica. Si trova a livello del terreno, nella parte superiore giace disordinatamente una serie di piccoli oggetti lasciati nel tempo dai fans in pellegrinaggio, mi fa sorridere un gagliardetto 'Warsaw' di una squadra di calcio, che ricorda il nome del gruppo pre-Joy Division.

Tra le foto che alleghiamo trovate anche una piccola mappa che uno sconosciuto benemerito ha preparato qualche anno fa: potrÓ esservi di aiuto se deciderete di intraprendere il viaggio sulle tracce di quel ragazzo che a dispetto della malattia e delle avversitÓ di uno show-business pi¨ grande di lui, seppe scrivere una pagina indelebile nella storia della musica popolare.
 
 
THE SMITHS Anyone?

384 Kings Road, quartiere ‘working class’ di Stretford, casette tutte uguali ma molto dignitose, a pochi passi da Old Trafford, la casa di chi tifa United. ╔ la villetta di Morrissey, traferitosi qui con la famiglia nel 1969 dopo la demolizione della precedente dimora di Hulme. Qui insieme a Johnny Marr da vita agli Smiths, corre l’anno 1982.
Proseguo per circa un km e sulla destra un ponte metallico verde-azzurro scavalca la ferrovia: ‘Under the iron bridge we kissed’, raccontava Moz in ‘Still ill’, salgo sul viadotto e quella che vedete Ú una panoramica di Stretford, da quel punto privilegiato. Qualcuno ha lasciato una traccia, definendosi ‘Moz Krew’. In lontananza si scorgono i Turn Moss Playing Fields, citati insieme alla scuola in ‘Headmaster Ritual’, non certo con nostalgia:

‘I want to go home
I don't want to stay
Give up education
As a bad mistake
Mid-week on the playing fields
Sir thwacks you on the knees’.
Pi¨ a nord c’Ú Salford, enorme distretto della Greater Manchester celebrato nella inlay cover di ‘The Queen is dead’. Il ‘Salford Lads Club’ sta lÝ proprio come allora, oggi Ú un centro ricreativo multidisciplinare ed ospita dal 2004 un vero e proprio ‘santuario’ della band, le foto parlano da sole.

Il favoloso mosaico di Mark Kennedy con una serie di volti famosi guidati da Morrissey in primo piano proviene da Afflecks (il variopinto mega-mercato coperto del Northern Quartier) e fu donato al Lads Club nel 2012.

Un caloroso ringraziamento a Carlo Pedron ed Alex Dematteis per le preziose indicazioni sulle tracce degli Smiths: You are Lads!
   
 
 
MADchester!

Uno di questi lavori fu un tributo da parte di alcuni street-artists canadesi alla cittÓ di Manchester, come segno di vicinanza dopo l’attentato al di Ariana Grande nel 2017 che caus˛ 23 morti e 250 feriti.

L’ape Ú ricorrente nei murales in quanto simbolo della cittÓ: animale operoso / cittÓ industriale
 
OASIS supporters anywhere?

Dopo la sbornia sintetica degli eighties, i primi '90 videro il ritorno in gran spolvero delle chitarre, con parziali richiami agli psichedelici sixties e risultati anche pregevoli: il 'Paisley Underground' losangelino piuttosto che lo 'Shoegaze' pi¨ tipicamente britannico (ma non solo, ascoltate gli americanissimi Medicine) espressero suggestioni e lavori di gran valore. E poi ci fu il 'Britpop', il fenomeno che senza dubbio ebbe il maggior riscontro di pubblico, guidato dai Gallagher Bros. e dai loro OASIS. Da dove? da Manchester ovviamente, e allora mentre ero su mi son fatto un giro sulle loro tracce, partendo dal CANAL BAR, non lontano dalla Hašienda di cui abbiamo parlato a proposito della Factory, oggi sede di un'attivitÓ commerciale ma allora location del mitologico live del gruppo conosciuto come 'In The City', correva il settembre 1993.

Nelle foto successive trovate la casetta di 'Bonehead' Arthurs, membro della band fino al 1999. Divenne famosa per la cover dell'esordio di 'Definetely Maybe', che ritrae il salotto all'interno della villetta, con i bei vetri cattedrali inferiori a caratterizzare la forma semi-esagonale delle pareti, ben intuibile anche dall'esterno. Gli attuali proprietari furono assillati per anni dai fans desiderosi di visitare la casa, io ovviamente mi sono limitato ad un paio di innocui scatti esterni!

Sempre a West-Didsbury, ove si trova la villetta di Bonehead, ancora oggi funziona e macina discreti affari il negozio di dischi 'Sifter Records', dove i fratellini Gallagher passavano i loro pomeriggi acquistando i primi titoli che avrebbero forgiato man mano la loro passione per Beatles, Who e Sex Pistols su tutti. Il proprietario Ú ancora quello di allora, la selezione di usato d'occasione Ú tutta da spulciare, e non manca ovviamente un angolino dedicato ad alcune raritÓ degli OASIS! Che gli dedicarono anche un verso nella celebre 'Shaker Maker':

'Mr. Sifter sold me songs/When I was just 16...'


Il mio personale OASIS tour, dopo esser rapidamente transitato da Burnage, il loro quartiere di origine a South Manchester, non poteva che terminare nella casa del City, squadra del cuore dei nostri che da qualche tempo vive una fama mai avuta grazie al passaggio di proprietÓ perfezionato una decina di anni fa a favore di ricchissimi sceicchi degli Emirati Arabi. Avrei preferito di gran lunga visitare Maine Road, lo stadio storico della celeberrima Moss Side, simbolo di un calcio che non esiste pi¨, quando ancora i soldi contavano meno e la passione faceva vibrare le 'terraces'. Ma questo Ú tutto un altro film, e per non far torti al quartiere 'Smiths' di Stretford - Old Trafford, ho fatto anche una visita in casa United. Spero gli Oasis non me ne vogliano, le ultime foto che trovate sono per i Reds!