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oscuro
PINHDAR Comfort In the
Silence
CD (Duskey records)
Anticipato dai meravigliosi singoli, per ordine,
Red e Mute, lo scorso 26 Marzo i Pinhdar hanno pubblicato il loro quarto
album da studio Comfort In the Silence.
Nove songs fluttuanti che avanzano libere tra intriganti
suggestioni e massimi istanti d’esaltazione lirica.
Inevitabili gli agganci con il passato poiché la scelta
stilistica del duo assembla con eleganza la dark-wave
confidenziale à la Disintegration, le atmosfere cupe del
trip hop e altre cose che mi hanno ricordato i Depeche
Mode (come in Neon Light e Into the Mirror), i Sad Lovers
& Giants o gli And Also the Trees. Tecnologia e rock
in senso lato si incontrano su un tappeto più accessibile,
meno cupo dei precedenti lavori ma senza dubbio con lo
stesso dna, elettronico ma umanissimo e con una chitarra,
finalmente!, che rispetto a tante altre produzioni
contemporanee si guadagna le luci della ribalta (Neiko è
una ballata psichedelica con sfumature House of Love). Il
catalogo è assai variegato, realizzato con autorevole
personalità nel songwriting, riconoscibile in ogni brano
(sarò ripetitivo e di parte –lo so!- ma poche band possono
vantare un simile risultato), esaltato dalla meravigliosa
voce della Miradoli che legittima paragoni con quelle di
Kate Bush Bjork o Sinead O’Connor, nonché dall’eccellente
mastering. Tutto avvince in Comfort In the Silence e con
esso il duo conferma doti e maturità meritandosi un posto
al sole. (Luca Sponzilli)