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oscuro
WURT ORGANUM 0
CDr (-)
Dopo un lunghissimo silenzio, se si eccettuano alcune
comparse in compilation, ritorna questo sorprendente
progetto nostrano, che propone una power electronics molto
originale e crudele, che ha l’odore degli appartamenti degli
assassini seriali, mescolata con straordinari momenti black
metal anni Novanta, come nel caso del secondo brano “Blut”.
Allucinazioni noise che richiamano alla mente Le Cose
Bianche di “Privatism”, ma con toni più visionari, death
industrial in chiave Brighter Death Now come nella prima
parte di “Herz”, elettronica sporca mischiata con momenti
glitch e altri quieti e quasi luminosi in “Nichts”: l’album
spazia davvero su tutta la gamma dei generi estremi ed a
modo suo è ricco della poesia di questo disgraziato secolo.
Bisogna solo mettersi lì ed ascoltarlo.
WURT ORGANUM Deep in the heart, deep in the soul (Salò Republic’s
happy breakfast time)
CDr (-)
Diego Crippa e Davide Peglia arrivano alla loro ultima
fatica, come sempre un misto di power electronics
abbacinante, anticristianesimo ed ironia.
Otto brani per circa mezz’ora di (non) musica, non così
rumorosa a dire il vero, e piuttosto ragionata, nonostante i
proclami dei nostri: i pezzi ricordano i ritmi e le
atmosfere sinistre di act come Control, ma anche quelle
stordenti dei Prurient, senza peccare del “provincialismo”
che spesso affligge i progetti nostrani, pur essendo i
ragazzi ancorati fino al midollo alla cultura italiana, a
partire da Pasolini.
I suoni potrebbero essere migliori, meno “scassoni” citando
le parole del duo, ma questo dipende dal giudizio
individuale: è chiaro che l’attitudine DIY del gruppo è
radicata, ma un lavoro più profondo su questo aspetto
darebbe una efficacia straordinaria ai pezzi e farebbe fare
loro un grande salto in avanti. Ammesso che gli interessi,
visto che sembrano già divertirsi un mondo così.