Rosa Selvaggia
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BIOGRAFILM Festival 2026 
Bologna, 
22a edizione

 di Gabriella Gubellini  -  foto Giancarlo Donatini


  

Si è chiuso anche quest'anno con successo il Biografilm Festival 2026 ,che si è tenuto a Bologna dal 5 al 15 giugno. I film proiettati sono divisi in sezioni a seconda delle tematiche e della partecipazione al concorso internazionale. Quest'anno la giuria ha proclamato vincitore "Everybody to Kenmure Street" in cui si parla di un intero quartiere di Glasgow, che si mobilita per difendere alcuni migranti per i quali vi è l'obbligo di rientrare nel loro paese d'origine.
Tuttavia il nostro interesse si è diretto soprattutto alla categoria " Art and music" , che apre il festival con un documentario su Marianne Faithfull intitolato "Broken English". I registi Jane Pollard e Iain Forsyth, che furono autori precedentemente di un folgorante documentario su Nick Cave, questa volta si sono dedicati a raccontare la personalità trasgressiva e ribelle della cantante nel periodo della Swinging London. Il documentario è intitolato come l'album che segnò il ritorno nel 1979 della Faithfull sulla scena musicale dopo anni d'inattività per abuso di droga , vita sregolata senza fissa dimora, anoressia e la perdita della custodia del figlio. Fu il momento della rinascita e della presa di coscienza della propria vita. L'ambientazione immaginaria, in cui collidono memoria e mito, celebra la Faithfull come artista prolifica e ben oltre la narrazione che l'ha spesso relegata come fidanzata di Mike Jagger. Nel film compaiono anche altri artisti come Nike Cave, Tilda Swinton, Zawe Ashton, Calvin Demba e Sophia Di Martino.
Un altro interessante docufilm ci porta a Berlino nel Bauhaus Archiv. Intitolato "Bauhaus Forever" il film di Nico Weber indaga quello che è ancora oggi un movimento assai importante, seppure sospeso tra memoria e futuro. La vicenda del Bauhaus si sviluppa nell'arco di questi ultimi 5 anni, in cui è stata chiusa la sede storica, poi riprogettata, rimandata ed infine ricostruita. Nonostante tali traversie il movimento muticulturale del Bauhaus ha continuato a vivere attraverso le sperimentazioni degli artisti, che si sentono parte essenziale della sua esistenza: fotografi,  architetti e musicisti riflettono sulla creazione in mezzo alla crisi e su ciò che di un idea continua a permanere, nonostanze le sue forme materiali svaniscano. Particolarmente significative sono le ricerche e i progetti portati avanti da una band, Kubik Kollektiv, su nuove sonorità industrial ed elettroniche che divengono anche la colonna sonora del documentario. E' commovente l'attaccamento che alcuni provano per il Bauhaus, considerandolo come fonte di ispirazione necessaria alla loro arte senza la quale essa non esisterebbe.
A proposito di Berlino su tutto un altro piano si sviluppa il docufilm dedicato al "Kit Kat club kinks of Berlin" un locale famoso per la musica techno, il fetish e i liberi costumi senza limiti o freni del suo fondatore e dei suoi frequentatori. I personaggi che popolano il club, di cui si narra la vita, trasmettono un senso di solitudine profonda che essi cercano di superare con uno stile di vita spesso inappagante, nella disperata ricerca di una identità e di una accettazione tra persone che perseguono le stesse pulsioni.
Un biopic particolare nell'ambito musicale è "Hex" , che racconta la storia di 3 giovani donne, che senza sapere suonare uno strumento, si impegnano a studiarli e fondano una band, la Witch Club Satan, per entrare sulla scena del black metal norvegese fino a quel momento egemonia maschile. Le ragazze si presentano come streghe e nel film si trovano ad affrontare un processo inquisitorio, nel quale i testimoni pro e contro rivelano la storia del gruppo musicale. La band viene descritta come una ribellione alla supremazia maschile nella vita e in quel genere di musica. Le stesse componenti si definiscono femministe e nei loro brani si occupano di temi sociali e politici. I loro spettacoli dal vivo includono nudità, simboli occulti e il loro stesso sangue che si fanno prelevare poco prima dei live suggestivi e aggressivi. Le ragazze, pur avendo vinto il  premio per il miglior video musicale al Berlin music video Awards nel 2025 per il singolo Fresh blood fresh pussy riconoscono di non partecipare a molti live o a realizzare altri album oltre il primo del 2022 omonimo della band, poichè la loro vita artistica si scontra con quella privata e con le esigenze familiari. Al termine del finto processo vengono assolte e viene riconosciuto il loro coraggio di esibirsi in un ambiente musicale fortemente maschilista.
Le stelle della musica, del cinema, dell'arte e della moda trovano un gran testimone nel fotografo David Bailey, a cui è dedicato il docufilm "Every picture tells a story" . Il protagonista presenta il Sumo edito da Taschen, volume che raccoglie le sue iconiche fotografie. Il fotografo della Swinging London degli anni 60, che ispirò ad Antonioni il personaggio di Blow Up, ripercorre le fasi salienti del suo lavoro attraverso conversazioni spontanee, che si svolgono nel suo studio con i personaggi da lui ritratti. Vi è una vera e propria passerella di personaggi celebri come Martin Parr, Michael Caine, Kate Moss, Jerry Hall, Damien Hirsch e altri assenti che hanno comunque rappresentato momenti fondamentali della vita di Bailey come Jean Shrimpton, Catherine Deneuve e David Bowie.
Tanti sono stati i biopic presentati nell'ambito del Festival, tuttavia non si può non menzionare l'omaggio a Kaouther Ben Hania, regista del film  "La voce di Hind Rajab " la bambina palestinese, che intrappolata in un auto a Gaza con i familiari uccisi chiede disperatamente soccorso. La regista tunisina nella serata di chiusura della 22a edizione del Biografilm ha ricevuto il premio International Celebration of Lives Award 2026, un riconoscimento per chi ha lasciato un segno indelebile nel cinema documentario e nel racconto del reale.

Il bilancio del Biografilm Festival è stato positivo sia per la qualità dei docufilm presentati, sia per gli spettatori numerosissimi e per gli ospiti che vi hanno partecipato. 












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