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AA. VV.
“Alfa Matrix re:covered-a tribute to DEPECHE MODE"
2CD + EP (Alfa Matrix 2009)


Sappiamo bene che ormai di tributi al gruppo di Basildon ne sono usciti alla nausea: ma questo doppio cd rappresenta il lato più ‘electro-harsh’ manifestato, la summa di tutte le band di casa Alfa Matrix con tutti brani inediti. La masterizzazione, importante in tutti i casi di compilation di vario stampo provenienti dalle fonti più disparate, è affidata a Sebastian Komor (Icon of Coil / Zombie Girl…). Rispetto ad altri tributi, mi è piaciuto soprattutto il fatto di aver dato mano libera completa alla reinterpretazione dei brani, col il proprio peculiare stile: così, nel primo disco, ho apprezzato “I want it all” degli I_Scintilla, la violenta (inizialmente) “Stripped” ad opera del parigino Mesmer’s Eyes, Mr. Claus ‘Leaether Strip” Larsen ci offre una riedizione di “Blasphemous Rumours” che mi ha convinto molto, ma anche una delle mie preferite “It’s no good” ha riguadagnato nuova linfa grazie alla collaborazione fra Acylum e Haushetaere. Nuova energia anche per la già carica di sua “Photographic” riletta da Nebula-H, la stupenda “Lie to me” di Technoir (puro synthpop senza esagerazioni né harsh-electro!), una strana versione ‘blues’ di “Personal Jesus” di Komor Kommando, il sapore quasi electro-metal di Star Industry e la loro “Enjoy the silence". Nel secondo cd, avevo un po’ paura ad aprire “Leave in silence" di Schwarzblut, ma debbo ammettere che non ne sono rimasto deluso, era un brano già splendido di per sé, ma è stato quasi trasformato in un qualcosa di realmente ‘alternativo’, ovviamente con suoni altamente ‘modernizzati’. Poi attendevo al varco Ayria, ma lei stavolta ha un po’ messo da parte la sua grinta per ‘ammorbidirsi’ un pochino per la immensa ‘In your room’, mentre mi ha un pochino deluso la rilettura di ‘Shake the disease’ ad opera dei Seize, troppo ‘manierata’, avrebbero potuto osare di più. Anche per l’epocale ‘Get the bilance right’ speravo meglio, ma essendo stata affidata ai 32Crash, mi dovevo aspettare qualcosa di piuttosto electro, così com’è stato… “Rush” degli Inure è uno di quei casi rari in cui la ‘copia’ supera (per me) l’originale, davvero un bel remake, né troppo electro né troppo synthop! Molto morbida ed affidata alla voce di Emélie Nicolai la versione di ‘Stripped’ (devo ricordarmi di riscoprire questo duo…): la stessa cosa succede per “Lttle 15” lasciata nelle buone mani di Aiboforcen (cioè di Benoit Blanchart e Séba Dolimont, i fondatori della rivista Side-line) che dalla teatrale originale sono riusciti a rinverdirla senza utilizzare i soliti metodi ‘harsh-electro’ ma affidandosi anche qui alla voce femminile, e ad arrangiamenti mai soffocanti. Ho fatto solo una cernita dei brani che ho apprezzato personalmente, però anche di quelli non citati, non posso che parlare bene, anche se poi personalmente non riesco ad apprezzarli perché magari troppo ebm-electro-harsh, o magari molto simili agli originali. Comunque sicuramente una compilation che io acquisterei, anche perché poi nelle prime edizioni rilasciate, c’è anche un terzo MCD contenenti ulteriori 7 remix che sono destinati, secondo l’Alfa Matrix “al dancefloor” ed hanno ragione, ma sono godibili ancora una volta gli Psy’Aviah con “Stripped”, e “Shake the disease” tranquillo remix dei Seize.
Info: www.alfa-matrix.com
(Anialf)
AA. VV.
“Fabriksampler V2”
CD (Pharmafabrik)


Label slovena sintesi di idee dark-ambient, abstract, drone, experimental, ambient provenienti da più parti del mondo. Final (UK), Pureh (Slovenia), Woo (Serbia), Go Tsushima (Giappone), Left Eye Dominant (Italia, ma l’artista è british pur vivendo a Roma), Alexei Borisov (Russia), Tania Stene (Norvegia), Henrik Nordvargr Bjorkk (Svezia), The Cherry Blues Project (Argentina), Dodecahedrapgraph (Slovenia), Sunao Inami (Giappone), Lull (UK). Undici brani da un unico filo conduttore: suonare dallo spazio profondo e raggiungere gli angoli più remoti dell’universo per scandagliare qualunque buco nero con le onde soniche prodotte dall’animo umano meccanico. L’impostazione organica permette di oliare i meccanismi mentali producendo suoni e rumori immaginari, come se la mente fosse predisposta ad una visione in profondità. Questa musica pulisce l’anima dalle nefandezze del mondo moderno, distacca la realtà dal corpo fisico e lascia vagare i pensieri senza un nesso logico apparente, almeno non secondo il pensiero umano, e adattandosi alle forme dello spazio. Arduo risulta prendere possesso di questa navicella e farla propria, la calibratura del sound è impensabile, l’illogicità dell’errore si fonde in un magma unitario destinato a compattare l’intero disco. Riflessioni spontanee della natura umana.
(Matteo “Pinhead” Chamey)

AA.VV.
“Fairy World V part 1-Fées de lumière”
CD+DVD (Prikosnovenie)

Potevo farmi mancare l’ultimissima compilation della serie “Fairy World”? No di certo, soprattutto perché mi sono assicurato l’edizione speciale con DVD, il PRIMO mai rilasciato dalla label francese! Ma andiamo per ordine: parliamo prima del cd, che già da tempo ‘classifica’ gli autori dei brani in ‘collezioni, raccolte’ (Solaris, Mandalia, Lunae, Supernove) a seconda del genere cui gli artisti appartengono (ed i simboli corrispondenti compariranno sempre nelle nuove uscite della Prikosnovenie nel bordo dei cd). A ciascuno di noi, il piacere di incasellare ogni brano nel proprio simbolo. In “Fairy World V”, troviamo le conferme Caprice, Irfan, Maple Bee,Corde Oblique, il sempre atipico Ivo Sedlacek, il bravissimo ensemble Crista Galli, Sava (che le voci vogliono in uscita proprio per Prikosnovenie), ed il pianista degli Ashram Luigi Rubino; le rivelazioni Omasphere, Poussieres d’Etoiles, Lys e Alizbar (tutti gruppi da tener d’occhio), la rediviva (almeno per me) Stellamara, e forse la vera rivelazione della compilation, il progetto danese Valravn, non particolarmente facile ma di indubbia originalità. Preciso che metà dei brani sono inediti, ma tutti hanno un filo rosso che li conducono come in un lieve gioco: l’intensità, sotto tutti i punti di vista, vocale, melodico, atmosferico… Ma a queste compilation siamo già abituati, quindi sappiamo che non si tratta di ‘metter assieme qualche titolo…’… Vediamo invece la vera novità, il primo DVD ufficiale dell’etichetta di Clisson! Mi ricordo che in uno scambio di e-mail con Frederic, gli avevo detto “Ma perché non pensi di realizzare un ricordo dei vostri concerti, per chi come me vive lontano, e per vari motivi non può essere presente a tali eventi? Non è la stessa cosa, però sarebbe già importante…”. I costi ed i rischi di un progetto simile erano un po’ troppi, in un momento come questo, ma a sorpresa, eccolo finalmente! La prima parte è un’ora tratta dalla serata “La nuit des fées”, organizzata, da quel che ho letto e posso vedere, magnificamente dalla Prikosnovenie proprio a Clisson, ogni anno alla fine di settembre: le immagini iniziali della cittadina, ci introducono lentamente nei live act, con una superba qualità audio e video, rispettivamente di Antrabata, Crista Galli (strepitosa la loro sentita interpretazione!), Irfan, e per finire, l’epilogo chiamato ‘Una carezza prima della notte’, affidato all’incanto sempre dei Crista Galli. Ogni gruppo viene ‘evocato’ da un fata, mirabilmente disegnata da Sabine, in base all’elemento naturale che gli appartiene (il fuoco, il vento…). Troviamo poi una serie di videoclip, piuttosto rari a questa qualità, di Pink’r’ruby, Moon Far Away (video che per un po’ siatene certi mi rimarrà impresso a lungo, un piccolo film in miniatura pieno di simbolismi assai attuali), un live-clip tratto dal Love Session 2 Tour del 2003, un altro live dei sempre immaginifici Collection d’Arnelle-Andrea (eh, c’è chi sa suonare e chi vende solo fumo e ridicolaggini…), i troppo snobbati Mediavolo (basta con ‘sti paragoni di aver solamente scopiazzato i Cocteau Twins, mica è colpa loro se i ‘gemelli’ hanno creato un vero stile musicale!), un auto-presentazione dei Caprice in occasione dell’uscita del loro quinto cd, i Misstrip con “Ticket to death” che conferma la ‘modernità’ dei loro suoni, sempre fra gothic e light metal, ed adeguato contemporaneo videoclip, così come moderne e ‘diverse’ rispetto a quanto di solito ci aspetteremmo dalla Prikosnovenie, sono le proposta di Antrabata e Maple Bee. Chiude il dvd una sezione ‘a sorpresa’ che si chiama “Camescope Souvenir”, un estratto da una serata organizzata dalla label, e che lascio in sospeso così rimane il piacere di scoprire gli artisti coinvolti… Ovviamente, inevitabilmente, su tutto, cd, dvd, booklet, confezione, c’è il tocco ‘fatato’ (qui l’accezione va presa in senso assoluto!) di Sabine Adélaide, e chi se no?
Info: www.prikosnovenie.com
(Anialf)

AA.VV.
“Heilige Feuer 6”
2CD (Angriff rec.)

Normalmente limito le recensioni di compilation, ci si limita ad un elenco di brani con il proprio personale giudizio, quindi non so quanto possano risultare interessanti (a parte le splendide edizioni di Prikosnovenie, ma quello è veramente un mondo a parte….). Parlo invece volentieri di questa “Heilige Feuer 6” edita dalla russa “Der Angriff”, uscita come supporto all’omonimo ‘festival’ del 2006, e dedicata altresì alla memoria del suo fondatore, Eduard Chernyshov, scomparso nel 2005. Per ciascun gruppo coinvolto nel progetto, troviamo due brani inediti: Kriptogen Rundfunk, Leiche Rustikal, ICK, Radio Murmansk. E su questo primo cd ho poco da dire, visto che si tratta di musica industrial-noise pura e semplice. Va sicuramente meglio col secondo cd, anche qui ogni band ha due song inedite: il languore dark-ambient di Anthesteria, le atmosfere cinematiche di The Protagonist (che però alzano il tiro sulla maggiore sperimentalità dei suoni a svantaggio dell’ethereal-ambient a cui ci avevano abituati), i sempre bravi marziali ed eterei A Challenge Of Honour, e l’intricata elettronica dei Des Esseintes, il cui primo orecchiabile brano contrasta col secondo, che riprende gli stilemi del primo cd della compilation, dandoci sferzate industrial-noise.
Info: kampfgenosse@front.ru

(Anialf)

AAVV
"Keep the fire burning"
CD (Equinoxe records/distr. Masterpiece)


Per festeggiare sia i 10 anni di Equinoxe records (dedicata al gothic rock) sia i 5 anni della sua sub-label E-noxe (dedicata all'electro-dark), la label teutonica ha fatto uscire questo CD celebrativo che include remix, e versioni esclusive di brani fatti appositamente per la compilation. "Keep the fire burning" comprende complessivamente ben 15 band tra quelle più conosciute e meno note. Tra le band di scuderia più famose troviamo gli In Strict Confidente che remixano un brano di The House of Usher. Degne di nota ma meno famose anche: Mystigma, Reptyle, Neon Dream, VaNi.
(Nikita)

AAVV.
“Machines against hunger”
2CD (Sigsaly/TransMissions Media)

Solo una breve parentesi per dire a tutti: NON SCARICATE DA INTERNET PER NESSUN MOTIVO QUESTA DOPPIA COMPILATION, e non accettatela come duplicato, ma acquistate l’originale. Questo dovrebbe valere sempre, ma soprattutto in questo caso, poiché i proventi della vendita del cd andranno all’associazione “Action Against Hunger”, di provata onestà, da anni in pista per la povertà, la fame e la cura di malattie come l’AIDS, soprattutto nei paesi africani. La compilation, acquistabile dappertutto anche se è uscita a metà 2008, vanta nomi di alto rispetto, la maggioranza dei quali con brani inediti o remixati: Essence of Mind, Implant, Dawn of Ashes, Ionic Vision, The Weathermen, DIVE, Psyche, Chinese Theatre, e potrei andare avanti così per un totale di 34 gruppi provenienti da tutto il mondo. Insomma, mentre si collezionano minuti di sano electro-dark, si fa anche del bene, seriamente: cosa si vuole di più?
Info: http://www.actionagainsthunger.org
su myspace.com/sigsaly
(Anialf)

AA.VV.
"My dear freaks Vol. II"
CD (Caustic Records/distr. Masterpiece)


A dispetto del titolo che potrebbe trarre in inganno, siamo al cospetto di una compilation di gruppi iberici dediti alla area Neo Folk – Industrial e Medieval, ove gli unici due “intrusi” sono gli ospiti portoghesi The Joy of Nature e gli argentini Kutna Hora. Non è certo una novità che la penisola iberica sia ormai una realtà interessante e prolifica in ambito dark-folk, e questo secondo volume di MDF lo testimonia pienamente. I Der Blaue Reiter ed i Narsilion di Sathorys e Lady Nott non necessitano di presentazioni (bellissima la marziale “Eyes of the lost” e la magica “Puertas del Mar”!), così come Eldar e Ô Paradis. Ma non soffermatevi ai nomi più noti, sarà avvincente scoprire le gemme “traditional” di Trobar de Morte o magari le bizzarrie ricche di ritmo di Kuu, a loro modo vicine ad un certo Allerseelen, non a caso a sua volta molto legato alla Spagna ed alle sue tradizioni. Che dire…ARIBA ESPAÑA !!!
Info: http://www.causticrecords.com
(Oflorenz)
AAVV
“Nikolaevka”
CD (Palace of Worms)


In passato la POW, ha pubblicato delle compilation molto interessanti in particolar modo le prime due “STORM THE PALACE:WORMS A.D. MCXVII" e "DEFEND THE PALACE:WORMS A.D. MCLXXXIV". Con “Nikolaevka” non siamo a quei livelli (una miglior selezione dei gruppi avrebbe certamente giovato alla raccolta), ma viene premiato il coraggio di far partecipare a questo sampler solo band italiane. Infatti questa scelta è da considerarsi una piccola svolta per la POW che ha prodotto per la maggior parte band straniere eccezion fatta per “Waiting Forever” Runes Order e il nuovo “I passi di Liu” degli Albireon. Durante l’ascolto ho notato che non c’è una grande omogeneità a livello di qualità tra le band proposte. Purtroppo non tutti i brani proposti sono all’altezza della produzione POW. Scarse le prestazioni di Das Lange Messer con un’inglese “maccaronico” e dei The Growing Crystals Lab penalizzati da una voce maschile incerta e una femminile a volte fuori tonalità. Poco incisivo anche il brano di Gregorio Bardino penalizzato da un cantato poco incisivo. Per fortuna ci sono anche band che rendono positivo il mio giudizio sulla compilazione, in particolar modo ho trovato molto interessante la traccia dei The Well of Sadness "Like Bifore" che a mio avviso è la migliore di tutta la compilation.
http://www.palaceofworms.com
(Nikita)
AA.VV.
“Sky So Grey – A Boston Dark Music Compilation”
CD (Decorative Records)


Come si può intuire già dal sottotitolo, questa compilation è uno spaccato dell’attuale scena ‘dark’ della capitale del Massachusset, con 14 brani per altrettante band, materiale per lo più recente e in parte già edito sugli album di alcuni degli artisti presenti. Dietro questa generica etichetta ‘dark’ si cela una certa prevalenza di sonorità ethereal e dark-wave con voci femminili, come negli ottimi Amber Spyglass, Dreamchild, Twelfth Of Never, o negli Ultra Plush che abbinano cantato maschile e femminile. I Melt sono più rockeggianti, ma con melodie orientali, The Milling Glows e Sharon Crumrine tendono al neoclassico, mentre i Seven Sunless Days propongono una sorta di gothic-metal-electro, anche se ovviamente non è facile classificare tutti i brani per sottogeneri definiti. Di sicuro qui non troverete EBM o synth-pop, e nemmeno industrial o dark ambient. Nel complesso si tratta di un buon lavoro ed ho trovato la maggior parte dei gruppi davvero interessante. Che sia merito dello spirito del New England, magnificamente descrittoci da Lovecraft? E comunque, se la scena di una qualsiasi grande città italiana fosse così, sarebbe già fantastico.
Info: www.myspace.com/skysogreycomp
(Fabio Degiorgi)

ALIEN VAMPIRES
“Fuck off and die”
CD (BLC prod./ distr. Masterpiece)

Il secondo CD album dei “Vampiri alieni” comprende ben 16 tracce che si muovono tra sentieri electro-industrial /harsh electro. Il genere è stato molto sfruttato in questi ultimi anni per cui è difficile risultare personali ma gli A.V. ,anche se non dicono nulla di nuovo si muovono molto bene in questo genere cybernetico. Nonostante la musica sia ben costruita la voce distorta, troppo sfruttata dal genere, stanca. Comunque sia credo che “Fuck off and die” piacerà a tutti gli amanti del genere.
(Nikita)

AND ALSO THE TREES
“When the rains come”
CD (autoproduzione)


Lo storico gruppo capitanato dai fratelli Jones, torna con un ‘best of’ interamente acustico (due bassi, chitarre, accordion, dulcimer, violoncello, e naturalmente l’inconfondibile voce di Simon Huw Jones); questo parallelamente ad un tour anch’esso acustico, attualmente in corso, partito dalla Francia, dove gli AATT sono molto famosi. Personalmente ho smesso di seguirli dopo le ‘diversioni’ di ‘Angelfish’ che tutti sappiamo, ripensandoli ancora in grado di offrirci sofferte emozioni come nei primi dischi. In questo cd in presa diretta, troviamo un po’ tutta la storia del gruppo inglese, dalle mitiche “Virus Meadow”, “A Room Lives In Lucy” e “Mermen of the Lea” fino alle più recenti produzioni, che qui un poco si ‘confondono’ con i brani di maggior ispirazione, rendendo quindi l’ascolto più avvicinabile. Certamente, senza i synth si perde parecchio dell’atmosfericità che si creava circolarmente attorno alla sofferta voce di Simon, tuttavia le indubbie capacità musicali della band sono messe in risalto proprio grazie all’assenza di ‘accorgimenti’ elettronici, e naturalmente chi ci guadagna immediatamente è la voce, il che non guasta visto che è ancora perfettamente (sottolineo alla lettera) in grado di restituirci le emozioni che resero gli AATT così particolari e distanti dalla pletora di gruppi usciti in quel periodo. Peccato dicevo per i brani che sembrano presi da un qualunque album di musica simil-country americana, niente di personale, ma abituati a perle quali “Shantell”, “The Pear Tree”, “Lady d’Abanville”, “The fruit room” (basta, fermiamoci, tanto chi conosce il gruppo sa quello che voglio dire), sentire questi arrangiamenti da ballate da Route 66 fa sicuramente rimpiangere il passato, che ovviamente rimane, ma che si desidererebbe tornasse al più presto.
(Anialf)

ARISK PRIEST
“Troy”
CD (Folk rec.)

Anche di questo terzetto russo-ucraino, sinceramente non conoscevo nulla (anche se sono attivi da alcuni anni), poi il passa-parola mi ha raggiunto, perciò ho provato ad ascoltare qualche brano, e onestamente mi sono ritrovato di fronte ad un piccolo grande lavoro. Cavalcate epiche, grandi scenari cinematica, mini colonne sonore da film horror, ambientazioni fantasy, preparativi per imminenti battaglie, e persino una versione epica del ‘Bolero’ di Ravel (si ascolti “Satana’s influence upon worlds culturology”), lande immense come ne “Il Signore degli Anelli”, e per finire, i titoli di coda, quieti e rilassanti. Ho descritto un disco o dei film? Beh, si potrebbe pensare che questo ‘Troy’ possa effettivamente essere la colonna sonora dell’omonimo film… Le parti vocali sono giustamente assenti, per un album fatto proprio per sognare (o anche disegnare…) paesaggi o situazioni ‘fantastici’ (nel senso stretto della parola)… E pensare che da una mia ricerca su Internet vengono definiti, anche nel blog ufficiale della loro label (http://folkrec.blogspot.com/2008/05/arisk-priest-slavogorje-tijara-drevnih.html) sono definiti pagan-doom-metal… Credetemi, qui non c’è doom né tantomeno metal, forse potrei solo passare il termine ‘pagan’, anche se oggi è piuttosto abusato… Interessante.
Info:
www.myspace.com/ariskpriestband
(Anialf)

ARTESIA
“Llydaw”
CD (Prikosnovenie)

Terzo album per la brava Agathe, coadiuvata stavolta da una nuova violinista (Coralie) e dal suo ragazzo Loic (proveniente dalla black metal band Belenos). Il suono si fa sempre più vicino ai Die Verbannten Kinder Evas e ai Dark Sanctuary, come atmosfereed arrangiamenti, allontanandosi probabilmente dagli influssi celtici, per approdare definitivamente ad una quiete rarefatta e melodiosa. Però l’apporto di Loic si sente, seguendo personalmente Agate (con cui scambiai anche un’interessante intervista qualche tempo fa, in occasione dell’uscita del secondo cd) ho visto che nei due brani strumentali da lui scritti (soprattutto in “Lande Sauvage” meno nella breve suite “Sous la Pierre Brisée”) ci sono nette influenze che rafforzano il lavoro, e onestamente lo migliorano variandone i classici canoni “al neoclassicismo francese”. Inoltre c’è la novità della voce maschile, con cui Agathe probabilmente ha potuto maggiormente dedicarsi alla composizione che al perfezionamento delle incisioni, peraltro impeccabili almeno al mio orecchio. E questa ,sebbene minima, minor presenza ‘femminile’ al canto potrebbe essere una svolta interessante nel cercare di essere più personali nelle creazioni di “Llydaw” (cosa che Agathe cercava di imporsi, pur sapendo di dover sempre ed inesorabilmente essere ‘catalogata’ in ambientazioni “ già note). I testi sono scelti con cura (alcuni originali, alcuni presi dalla tradizione celtico-francese, il titolo del cd del resto significa “Britannia” in Gaelico), e c’è una versione di “Tempus est Iocundum” di Hildegard Von Bingen, una volta tanto originalissima, dove il lavoro di violino di Coralie fa da base imponente per il viaggio immaginario che ancora una volta ci porta nel più profondo delle foreste, da dove ti immagini che escano all’improvviso scenari immensi alla “Signore degli Anelli” (cui spesso nelle recensioni si rammenta, ascoltando gli Artesia). Infine, un plauso alla grafica ed agli splendidi disegni, sempre immersi in mondi fatati e pieni di alberi, fiori, paesaggi, in cui i ‘personaggi’ (ovvero i musicisti stessi) sono ritratti, pensierosi o semplicemente immersi nel ‘loro’ mondo.
Info: www.artesia-music.com
(Anialf)

AYTHIS
“Glacia”
CD (Prikosnovenie)


E qui andiamo sui ‘miei’ territori… Non c’è molto da discutere, solo i francesi fino a questo momento (con eccezioni particolari, ovviamente…) possono darci queste emozioni intense, drammatiche intrise di neoclassicismo allo stato dell’arte. I capiscuola Dark Sanctuary ovviamente sono sempre lì, in prima fila, a creare sempre più proseliti (ma ricordiamo che, a loro volta, a parte l’inevitabile confronto con Dead can Dance, la natura delle composizioni si può far anche risalire agli Autumn Tears). Titolare di Aythis è Carline Van Roos, che dalle note biografiche ha fatto parte di alcune band doom-metal, e che in seguito ha convertito le sue energie creative in un continuo flusso di passaggi sinfonici ed epici (in questo, vedo similitudini con Dargaard, Weltenbrand o una versione più cupa ed angosciante di Artesia). Brani che toccano toni ‘drammatici’ come ‘Glacia’ (che mi ha rimandato, con le dovute cautele, alla freddezza dei migliori Lycia), si stemperano alla fine in una rassegnazione che ben si esprime nel finale dell’album, lasciato a “Moonlit Path”. In mezzo, sinfonie drammatiche e paesaggi freddi che avvolgono cose e persone, e ‘congelano’ lo spazio ed il tempo, rendendoli immutabili… Mi ha colpito soprattutto il testo di ‘Le temps d’un voyage’ che vede nel booklet una nave antica bloccata dal ghiaccio, e tante domande del tipo “Raccontami dei sogni che stai vedendo ora”, “Raccontami di come la morte ha cessato di darti la caccia”, è come se l’autrice stesse parlando con la nave arenata, interrogandola sul suo ‘futuro’, che nell’ultima strofa sembra risponderle “e quando mi libererai?” (o è lo stesso animo di Carline che lo chiede?). Per me, il disco più inquietante e cupo mai pubblicato da Prikosnovenie, assolutamente da comprare ed ascoltare, una volta tanto, leggendo anche i non scontati testi. Peccato per la durata del cd, poco più di 40 minuti, anche se, come già successe nel precedente “Doppelganger”, sono minuti realmente appassionanti.
Info: http://www.aythis.com
(Anialf)
BABYLONE CHAOS – LAMBWOOL - LE DIKTAT
"Shi "
CD (Opn)


L’ottima label sperimentale francese ci proprone questo lavoro di gruppo che coinvolge menti diverse eppure qui così in sintonia, quasi tasselli complementari l’uno con l’altro. Le ritmiche break-core di Le Diktat, il lato più rumoristico ed oppressivo di Babylone Chaos, e l’inventiva melodico-ambientale senza dubbio superiore di Lambwool si coagulano in queste 10 tracce magari non tutte originalissime ma senza dubbio coinvolgenti per ogni amante di elettronica abrasiva e sperimentale. “Afraid of the city” e “Tokio 4 a.m.”, col loro incedere notturno e dilatato, tra le perle del dischetto. Un parto a 3 nel complesso ben riuscito, impreziosito dalla possibilità di collegarsi al sito della OPN e godersi, grazie alle credenziali fornite all’interno del cd, le immagini ed il press book dell’opera.
Info: http://www.opn.fr/
(Oflorenz)
:BAHNTIER//
"Venial"
CD (Rustblade/./ distr. Masterpiece)


I prolifici :Bahntier// fanno ormai quasi un disco all'anno, questo infatti è il quarto CD-album. In ogni uscita il sound della band migliora e cresce sempre di più grazie alle ricerche di Stefano Rossello (ideatore dei :Banthier//) che mette anima e corpo nel progetto per promuoverlo al meglio. In questo disco Rosello è aiutato ancora da Justin Bennett e da Filippo Corradincon con i quali ha creato un suono elettronico che li identifica come migliori eredi degli Skinny Puppi. "Venial" contiene ottimi brani harsh/electro che piaceranno molto agli amanti del genere. Ad avvalorare la qualità di questo progetto troviamo anche una bella cover e booklet realizzati da Saturno Buttò noto pittore veneziano che ben interpreta con le sue opere le atmosfere create dal gruppo. Oltre alla tradizionale confezione “Venial” è uscito anche nella versione box a tiratura limitata
(Nikita)

BLOOD
“Lost Sky”
CD (Darkest Labyrinth)

Probabile ultima avventura per la band nipponica, una delle molteplici scoperte della Darkest Labyrinth (cercatevi le altre band sparse tra le recensioni). La scena visual kei grazie a questa label si è arricchita di una vena dancefloor niente male, elaborata, elegante goth-oriented. Il vocal si distacca nettamente dall’approccio rock occidentale, la tendenza effeminata arricchisce il sound di una certa wave venata. Sei brani originali danceable che ripercorrono lo stile goth-electro dettato da una ritmica techno mai eccessiva. Ben 7 versioni rivedute e corrette della hit “Lost Sky” completano il reparto remix con altri tre brani presi dal passato e remixati per l’occasione. Una scoperta forse scoppiata in ritardo qui da noi, sapientemente giostrata dalla etichetta, con onore nascosta tra le pieghe dark nipponiche senza esaltazioni fuori luogo e soprattutto di scarsa qualità come la corrente visual kei più rock. I remix ovviamente toccano le corde più disparate: techno, trance, noise, goth generation. In epoca di manga e cartoon sparati a tutti i livelli, soprattutto in ambito giovanile, un gruppo jappo lontano dalle trombe ma vicino al cuore della musica con una spinta innovativa dal bassline accattivante e dal vocal se non altro nuovo per questo genere.
(Matteo “Pinhead” Chamey)

BRIGHTER DEATH NOW
" Where dreams come true: Live in Chicago"
CD (Cold Meat Industry)

Era un venerdi 13 di 6 anni or sono quando i due terroristi del suono Roger Karmanik e Projekt Hat decisero di “offendere” l’audience di Chicago con questi 60 minuti di pura devastazione sonica. E per chi non può essere annoverato tra i fortunati (?!) reduci di quella serata, ecco a noi la testimonianza sonora dell’evento: quanto di più vicino ad uno dei vecchi live dei Throbbing Gristle possiate sperare di avere nella vostra collezione. Il tutto custodito in un elegante digi a 4 pannelli, limitato a 1000 copie.
Info: http://www.myspace.com/brighterdeathnow

(Oflorenz)

BROTHERS GRYM
"Fairytales Vol. 1"
CD (Ezekiel Rage Music)


Quando ho sentito le prime note provenienti dai miei speakers, dopo essermi beato dell’accattivante package fiabesco di Fairytales, ho sinceramente pensato di aver invertito il disco con quello di un’altra confezione. Invece no, era proprio quello. E ho capito quante insidie si celino dietro una cover di un disco, quanto a volte l’iconografia di un progetto possa portare fuori strada! Dietro i Fratelli Grym ed il primo capitolo delle loro “favole” si cela infatti una sequela di schitarrate miste ad elettronica di facile consumo, “impreziosita” da inserti di flauto come in “Der Rattenfänger”. Un tentativo di sposare gli Umbra et Imago e l’EBM con la tradizione medievale? No, solo un brutto sogno.
Info: www.myspace.com/brothersgrym
(Oflorenz)

The BROTHERHOOD OF PAGAN
“Only once”
CD (Alone prod.)

Sono passati ben 14 anni dall’ultima uscita discografica dei francesi TBOF e ascoltando questo nuovo album mi sono reso conto di quanto sia piacevole scoprire che si può ancora fare e produrre un buon disco pur rimanendo in silenzio per tanti anni. Infatti la band francofona, nata nel 1990, ha al suo attivo due demo, “Tales Of Vampires” CD album edito nel lontano 1995 e un brano con cui ha partecipato alla compilation "The Goth Box" uscita per l’indimenticabile Cleopatra (label americana che negli anni ’90 mantenne viva la scena grazie alla produzione di ottima musca goth). Ma andiamo a commentare alcune delle tracce che mi hanno colpito di più. “The garden of alkinos” mi ricorda come impostazione vocale un intimo Peter Murphy mentre “Resurrection MKII” ha delle atmosfere vicine ai connazionali Corpus Delicti con i quali hanno calcato insieme le scene. In entrambe le tracce si può notare come sia evidente la fonte d’ispirazione di questa band: i Bauhaus. La miglior traccia è per me “I Am His Voice!” un avvincente brano in cui si alternano fantastiche atmosfere. I TBOF sono tornati in attività con delle buone idee musicali e credo che si possano considerare una tra le miglior bands dark in circolazione ne è conferma “Only once”.
Consiglio a tutti coloro che amano la dark wave di procurasi al più presto questo CD perché non se ne pentiranno!
(Nikita)

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